La detassazione delle auto elettriche è stata, per oltre un decennio, uno dei pilastri delle politiche di transizione energetica. L’esenzione dalle accise sui carburanti e, in molti casi, dal bollo o dall’Iva, ha reso i veicoli elettrici competitivi rispetto alle motorizzazioni tradizionali. Ma con l’aumento delle immatricolazioni e il progressivo calo delle vendite di benzina e gasolio, il mancato gettito fiscale è diventato un problema strutturale. Molti governi stanno quindi introducendo nuove forme di tassazione, spesso ispirate al principio del “pay per use”: più si usa l’auto, più si paga. L’Italia, per ora, resta fuori dal gruppo, complice un parco circolante Bev ancora limitato e l’esenzione dal bollo per cinque anni prevista dalla normativa nazionale.
Di seguito, Paese per Paese, le misure già in vigore o in fase avanzata di adozione.
Regno Unito
Dal 2028 Londra introdurrà una tassa “pay-per-mile” sui veicoli elettrici: circa 3 pence per miglio percorso, equivalenti a poco più di 3 centesimi di euro ogni 1,6 chilometri. Le ibride plug-in pagheranno la metà. La spesa media stimata è di circa 250 sterline l’anno, con un gettito che potrebbe sfiorare i 2 miliardi entro il 2031. A questo si aggiunge, da aprile 2025, il ritorno del bollo auto anche per le elettriche, pari a circa 195 sterline annue. Per un guidatore medio, il costo complessivo supera così le 430 sterline l’anno.
Svizzera
Dal 2024 è stata reintrodotta l’imposta di importazione del 4% sul valore del veicolo elettrico. Parallelamente, Berna lavora a una nuova tassa per compensare il calo delle accise: allo studio un’imposta chilometrica di circa 5,4 franchi ogni 100 km, modulata su peso e categoria del mezzo, oppure una tassa sull’energia di ricarica, pari a circa 23 centesimi per kWh utilizzato alle colonnine o tramite wallbox.
Germania
Non sono previsti inasprimenti fiscali diretti sui veicoli elettrici, e il governo valuta anzi nuovi incentivi. Il dibattito si concentra sulla ricarica: l’ipotesi è tassare l’energia erogata, replicando il modello delle accise sui carburanti. Per evitare frodi, si pensa a colonnine con contatori certificati e dati crittografati. Sul fronte domestico, sono allo studio tariffe dinamiche con smart meter, mentre in prospettiva potrebbe essere introdotto l’obbligo di ricarica elettrica per le ibride plug-in.
Francia
La legge di bilancio 2025 ha eliminato l’esenzione dalle tasse di immatricolazione annuali per le auto elettriche. Le regioni applicano un’imposta legata ai cavalli fiscali, con una media di circa 49 euro per unità. Per i modelli più potenti, l’esborso può arrivare fino a 750 euro l’anno. Contestualmente, Parigi ha rafforzato il malus su peso ed emissioni per le auto termiche.
Giappone
Dal maggio 2028 Tokyo valuta l’introduzione di una tassa sul peso per i veicoli elettrici privati, esclusi quelli commerciali. L’imposta si aggiungerebbe alla già esistente Tonnage Tax e sarebbe proporzionale al peso effettivo del mezzo. Per le ibride plug-in è prevista un’aliquota ridotta, poiché continuano a contribuire al gettito tramite il consumo di carburante.
Stati Uniti
A livello federale è stata avanzata la proposta di una tassa annuale di 250 dollari per le elettriche e di 100 dollari per le ibride plug-in, destinata alla manutenzione stradale. In alcuni Stati si parla di importi ancora più elevati. La situazione resta però frammentata: 28 Stati applicano già una tassa di registrazione aggiuntiva, tra 50 e 200 dollari l’anno, mentre Oregon e Utah sperimentano sistemi di Road-User Charge basati sui chilometri percorsi.
Norvegia
Il Paese simbolo della mobilità elettrica si prepara a ridurre drasticamente le agevolazioni. Dal 2026 l’esenzione Iva è limitata ai veicoli sotto una certa soglia di prezzo, mentre dal 2027 l’Iva al 25% potrebbe essere applicata a tutte le elettriche. Sono già in vigore tasse di registrazione basate sul peso e una tassa di circolazione ridotta ma estesa a tutte le alimentazioni. In parallelo aumentano accise e tasse sulle auto a combustione per evitare un ritorno di interesse verso le termiche.
Paesi Bassi
Dal 2026 le auto elettriche pagheranno per intero la tassa di proprietà calcolata sul peso, come le termiche. Nel 2025 è già stata introdotta una prima imposta di immatricolazione, seppur simbolica, dopo anni di esenzione totale.
Danimarca
Attualmente le elettriche beneficiano di una tassazione di immatricolazione ridotta e di forti detrazioni. Il piano governativo prevede però un aumento graduale delle tasse di registrazione e proprietà, fino a renderle equivalenti a quelle dei veicoli a combustione entro il 2030, con criteri basati su valore e peso.
Islanda
Dal gennaio 2024 è in vigore un canone chilometrico per elettriche, plug-in e veicoli a idrogeno: circa 4 centesimi di euro per chilometro. L’Iva sulle full electric è stata aumentata al 25,5%. Per i veicoli a noleggio, la tassa viene calcolata in base ai chilometri percorsi e addebitata alla riconsegna.
Nuova Zelanda
Nel 2024 sono stati introdotti i Road-User Charge anche per le elettriche, pari a 76 dollari neozelandesi ogni 1.000 km. Le ibride plug-in pagano la metà. Il sistema prevede il prepagamento dei chilometri e l’esposizione della licenza sul parabrezza, con controlli basati sul contachilometri.
Australia
Lo Stato del Victoria aveva introdotto una tassa chilometrica nel 2021, poi dichiarata incostituzionale nel 2023. Oggi è il governo federale a valutare nuove forme di tassazione sull’uso stradale, con ipotesi di contributi annuali attorno ai 360 dollari australiani per compensare il calo delle entrate da carburanti fossili.
Nel complesso, il quadro internazionale mostra una direzione chiara: l’era delle esenzioni totali per le auto elettriche sta finendo. La sfida, per i governi, sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità fiscale e obiettivi ambientali, evitando che la nuova tassazione freni una transizione ancora incompleta.