STRUTTURA & DECODIFICA QRZ

Nel progetto Prepping Cittadino CB il QRZ non è un nominativo libero, né un semplice vezzo radiofonico. È un elemento operativo preciso, assegnato solo ed esclusivamente a chi partecipa attivamente al programma. Non si sceglie, non si improvvisa. Il QRZ viene attribuito perché si è dentro il progetto, non per il solo fatto di possedere una radio.

La sua funzione è chiara: identificare persone reali che operano all’interno di un contesto strutturato, con una logica orientata alla comunicazione civile e alla gestione consapevole della CB in ottica di Prepping Cittadino. Non è un gioco, non è folklore, non è collezionismo di sigle.

La struttura del QRZ è volutamente diversa da quella tradizionale. La prima cifra identifica la zona geografica, e segue la logica tradizionale radioamatoriale. Segue POC, riferimento a contesto Prepping di attività Operativa da parte di un Cittadino. Le ultime tre posizioni sono lettere minuscole, non numeri. Questa scelta non è estetica, ma concettuale: distingue immediatamente il programma dai sistemi CB e PMR classici e comunica un’identità nuova, più ordinata e professionale.

STRUTTURA

ESEMPIO PRATICO

Un QRZ come 1POC-mqu non indica semplicemente “chi sei”, ma da dove operi e a quale contesto appartieni. Chi ascolta capisce subito che non si tratta del solito gruppo radio, ma di un programma strutturato, con una logica chiara e obiettivi precisi.

Il QRZ viene utilizzato durante le attivazioni ufficiali del progetto e rappresenta un segno di partecipazione reale. Non è pensato per essere accumulato o sfoggiato, ma per essere usato correttamente, in modo disciplinato, all’interno delle finestre operative. È uno strumento di ordine e riconoscibilità, non di competizione.

In questo progetto la CB non è nostalgia e il QRZ non è vanità. Sono strumenti semplici, ma usati con criterio, per preparare le persone a comunicare quando serve davvero.

CB 27 MHz COME INFRASTRUTTURA DI COMUNICAZIONE CIVILE IN EMERGENZA

CONTENUTI RISERVATI AI SOLI UTENTI REGISTRATI

CAPITOLO 1

PERCHÉ PARLARE DI CB OGGI (NON È UN PASSO INDIETRO)

  • Perché la CB è stata abbandonata
  • Perché proprio questo la rende di nuovo utile
  • Differenza tra tecnologia “di moda” e tecnologia “resiliente”
  • La CB come tecnologia anti-fragile
  • Il concetto di “infrastruttura minima” nel Prepping Cittadino

CAPITOLO 2

STORIA OPERATIVA DELLA BANDA CITTADINA

  • Nascita della CB e contesto geopolitico
  • Uso civile, uso emergenziale, uso informale
  • Anni d’oro: perché funzionava
  • Declino: cosa è cambiato davvero (non solo Internet)
  • Le lezioni operative lasciate dal passato

CAPITOLO 3

QUADRO NORMATIVO E REALTÀ PRATICA

  • Regolamentazione italiana ed europea
  • Cosa è consentito, cosa è tollerato, cosa è vietato
  • Potenza, canali, modalità
  • Differenza tra teoria normativa e pratica sul campo
  • Responsabilità dell’operatore in contesto emergenziale

CAPITOLO 4

FONDAMENTI TECNICI DELLA CB (27 MHz)

  • Cos’è realmente la banda 27 MHz
  • AM, FM, SSB: differenze operative reali
  • Canali, larghezza di banda, rumore
  • Il concetto di segnale utile vs segnale percepito
  • Perché “si sente ma non si capisce”

CAPITOLO 5

PROPAGAZIONE: LA CHIAVE DI TUTTO

  • Propagazione di superficie
  • Propagazione ionosferica (skip)
  • Influenza del ciclo solare
  • Quando la propagazione aiuta
  • Quando diventa un problema in emergenza
  • Come riconoscere le condizioni di propagazione
  • Strategie operative per convivere con lo skip

CAPITOLO 6

ANTENNE: IL 90% DEL RISULTATO

  • Antenna come vero cuore del sistema
  • Lunghezza d’onda e compromessi reali
  • Verticali, dipoli, loop, mobili
  • Antenne fisse vs mobili
  • Installazione in ambiente urbano
  • Installazione in ambiente rurale
  • Errori comuni che rendono inutile una radio costosa

CAPITOLO 7

INSTALLAZIONE E TARATURA CORRETTA

  • ROS: cos’è davvero e perché conta
  • Strumentazione minima indispensabile
  • Cavi, connettori, masse, piani di terra
  • Interferenze domestiche moderne
  • Come diagnosticare un impianto che “non va”

CAPITOLO 8

STAZIONI CB IN CONTESTO DI EMERGENZA

  • Stazione fissa di riferimento
  • Stazione mobile
  • Stazione portatile improvvisata
  • Alimentazione in assenza di rete elettrica
  • Batterie, gruppi di continuità, pannelli
  • Autonomia reale di una stazione CB

CAPITOLO 9

COMUNICARE DAVVERO: TECNICHE OPERATIVE

  • Come chiamare correttamente
  • Come farsi capire nel rumore
  • Gestione della voce
  • Brevità, chiarezza, ridondanza
  • Errori comunicativi che causano caos
  • Differenza tra parlare e comunicare

CAPITOLO 10

ORGANIZZAZIONE DI RETE SPONTANEA

  • Canali di monitoraggio
  • Canali operativi
  • Canali di emergenza
  • Turnazioni, ascolto, presidio
  • Ruoli informali (nodo, ripetitore umano, ponte)
  • Disciplina minima senza gerarchia

CAPITOLO 11

CB E PREPPING CITTADINO: SCENARI REALI

  • Blackout elettrico prolungato
  • Blocco infrastrutturale
  • Alluvioni, incendi, neve
  • Interruzione Internet e telefonia
  • Coordinamento tra cittadini non addestrati
  • CB come “collante sociale” in crisi

CAPITOLO 12

LIMITI DELLA CB (E PERCHÉ NON VANNO NEGATI)

  • Limiti di portata
  • Limiti di affidabilità
  • Limiti legali
  • Limiti operativi
  • Perché non è una soluzione totale
  • Come integrare la CB con altri strumenti

CAPITOLO 13

CB OGGI: UN’OPPORTUNITÀ UNICA

  • Spopolamento delle frequenze
  • Minor rumore umano
  • Minor conflittualità
  • Maggiore efficacia locale
  • La CB come rete “vuota” pronta all’uso

CAPITOLO 14

ADDESTRAMENTO CONTINUO E CULTURA OPERATIVA

  • Allenarsi senza emergenza
  • Routine settimanali
  • Ascolto passivo come allenamento
  • Trasmettere competenze ad altri
  • Creare micro-nuclei locali

CAPITOLO 15

VISIONE FINALE: LA CB COME INFRASTRUTTURA CIVILE

  • Non nostalgia
  • Non hobby
  • Non folklore
  • Ma strumento semplice, robusto, umano
  • CB: coerente con il Prepping Cittadino

COMUNICAZIONI FIDATE: POC, PMR, CB IN EMERGENZA URBANA

Immagina: la città è al buio, la rete va e viene, e tu stringi in mano il tuo strumento di comunicazione. Non importa che sia uno smartphone, una PoC Radio o un portatile PMR/CB: quello che conta davvero è chi c’è dall’altra parte.

Ecco il punto che spesso sfugge: la resilienza non è questione di mezzo, ma di comunità e fiducia.

PoC: perché funziona nella maggioranza dei casi

Chi critica le PoC dice: “Se cade Internet, muoiono anche loro.” Vero, ma parliamo chiaro: nella stragrande maggioranza degli scenari urbani – blackout locali, alluvioni, traffico bloccato – Internet resta funzionante. E quando funziona, la PoC è imbattibile:

  • garantisce copertura ovunque ci sia rete dati, senza dipendere dal raggio limitato classico di un PMR/CB;
  • offre qualità audio stabile;
  • permette canali privati e centralizzati, evitando la dispersione tipica delle radio libere.

La PoC, in emergenza cittadina, ti dà una certezza: puoi parlare subito con chi già conosci e di cui ti fidi.

Il problema delle radio “aperte” (PMR, CB, PONTI RADIOAMATORIALI)

Se non sei inserito in una community consolidata e fidata, accendere un PMR o un CB è come urlare da un balcone sperando che ti risponda la persona giusta. Potresti trovare:

  • un volontario disposto ad aiutarti,
  • qualcuno che non capisce la situazione e crea confusione,
  • o peggio, un malintenzionato che approfitta delle informazioni che stai trasmettendo.

È qui che nasce il paradosso: il mezzo può anche funzionare senza Internet, ma non ti protegge dalla variabile umana.

La questione privacy e sicurezza

C’è un aspetto che viene spesso sottovalutato. Nei sistemi aperti come PMR, CB o radioamatoriali:

  • chiunque può ascoltare le tue trasmissioni;
  • i dettagli che condividi (luoghi, risorse, intenzioni) diventano un’informazione pubblica;
  • in uno scenario emergenziale, persone disperate o malintenzionate possono sfruttare questi dati contro di te.

Esempio concreto: se comunichi in chiaro che hai acqua, viveri o un generatore, potresti attirare chi, per sopravvivere, decide di prenderli con la forza.

In emergenza, ogni dettaglio che condividi in chiaro può trasformarsi in un boomerang:

  • “Ho acqua e viveri” → segnali a sconosciuti che sei una risorsa.
  • “Siamo bloccati in via…” → dai coordinate a chi potrebbe approfittarne.
  • “Ho un generatore” → inviti, involontariamente, chi potrebbe volerlo a ogni costo.

Le radio libere non proteggono le informazioni. Al contrario, in contesti instabili, possono esporre te e la tua famiglia a rischi maggiori.

Con la PoC, invece, parli in ambienti protetti, a cui accede solo chi fa parte della tua rete. Non è infallibile, ma riduce drasticamente le vulnerabilità.

La tecnologia PoC abbassa i pericoli a un livello gestibile.

Fiducia prima della tecnologia

Il vero discrimine non è con o senza Internet, ma con o senza interlocutore fidato.

  • Se dall’altra parte c’è qualcuno della tua rete – un familiare, un amico, un gruppo organizzato – puoi contare su di lui.
  • Se stai trasmettendo “a caso” su frequenze libere, stai lasciando la tua sicurezza al caso.

Focus

Il prepping cittadino non si basa sul collezionare strumenti diversi, ma costruire reti fidate. La PoC funziona perché mette al centro la community, non il mezzo.

  • Internet cade? Bene, hai sempre piani B (PMR, CB, PONTI RADIOAMATORIALI) con le dovute precauzioni.
  • Internet funziona? La PoC ti dà la comunicazione più rapida, sicura e organizzata.
  • Se dall’altra parte c’è un interlocutore fidato, la comunicazione è resiliente.
  • Se stai trasmettendo in chiaro a sconosciuti, stai giocando con la tua sicurezza.

La resilienza nasce dal sapere con chi parli, non solo da cosa usi per parlare.